A portata di mano da Grosseto e dalla
Via Aurelia, il Parco della Maremma è una delle aree
protette più interessanti e più visitate della
Toscana. Istituito nel 1975, si estende su 9.800 ettari. Comprende
la piana alla foce dell’Ombrone, la splendida Pineta Granducale
e l’aspra dorsale calcarea dei Monti dell'Uccellina, che
culminano nei 417 metri del Poggio Lecci. Rivestite da fitta
macchia mediterranea e disseminate da torri medievali, le alture
del Parco della Maremma ospitano il cinghiale, il daino, l’istrice
e numerose altre specie di piccoli mammiferi. Tra gli uccelli
sono presenti il falco di palude, il falco pescatore, il gabbiano
reale, l'airone cenerino, il martin pescatore, l’albanella
reale e il gruccione. Notevole anche la presenza dei cavalli
e dei bovini di razza maremmana. Tra i monumenti dell’uomo
il più interessante è l’Abbazia di San Rabano,
fondata dai Benedettini, fortificata nel 1321 in previsione
di scorrerie barbaresche, e distrutta nel Quattrocento dai Senesi.
La zona centrale dell’area protetta si raggiunge utilizzando
i mezzi del Parco che collegano il centro di Alberese con la
località i Pratini, dalla quale si prosegue a piedi lungo
quattro itinerari segnati. Tutti i giorni, invece, sono accessibili
i due sentieri faunistico-forestali di Alberese, l’anello
di Bocca d’Ombrone e i due sentieri del versante di Talamone.
Il Monte Amiata
Visibile dall'Appennino e dall'Autostrada del Sole, dai colli
di Siena e dall'Arcipelago Toscano, il Monte Amiata è
una presenza inconfondibile nel panorama della Maremma. Unica
vera montagna della Toscana meridionale, è con i suoi
1736 metri il più elevato tra i vulcani spenti italiani.
Noto per i suoi centri medievali, per la sua gastronomia e per
le sue piste da sci, è rivestito a partire dagli 800
metri da una magnifica foresta che alterna il castagno all'abete
e al faggio. Affacciato a nord-est sui dolci paesaggi della
Val d'Orcia, l'Amiata chiude verso oriente il panorama della
Maremma, ed è a portata di mano dalle colline di Grosseto.
Chi s'interessa alla storia ha a disposizione i centri storici
di Arcidosso, Castel del Piano, Santa Fiora e Seggiano e numerosi
monumenti isolati. Le Riserve Naturali Provinciali del Monte
Labbro (630 ettari) e del Monte Penna (1050 ettari), che si
estendono intorno ai due più importanti satelliti del
Monte Amiata e l'Oasi WWF del Bosco Rocconi (150 ettari), base
per i progetti di reintroduzione del capovaccaio in Maremma.
I sentieri del Parco Faunistico dell'Amiata, sul versante settentrionale
del Monte Labbro, permettono di avvistare cervi, daini, lupi,
camosci e caprioli. Una fitta rete di itinerari escursionistici
realizzati dalle due Comunità Montane del Monte Amiata
interessa entrambi i versanti della montagna.
Le
colline tra l'Ombrone e la Fiora
I più classici paesaggi delle
colline maremmane attendono chi, da Grosseto e dall'Aurelia,
s'inoltra tra le alture che separano i corsi dell'Ombrone, dell'Albegna
e della Fiora. Ripide e poco popolate, le colline offrono ampi
panorami sulla Maremma e sulla costa e sono sempre state frequentate
dall'uomo. La valle della Fiora, in particolare, è stata
una delle culle della civiltà nell'Italia Centrale. A
poca distanza dal fiume, infatti, sono sorti 20.000 anni or
sono gli insediamenti neolitici di Poggio Lucio e dei Poderi
del Bufalo, seguiti da una ventina di villaggi della prima Età
del Bronzo. Gli Etruschi hanno utilizzato queste alture e in
particolare Ghiaccioforte, a sud est di Scansano come capisaldi
nella resistenza contro Roma. Oggi tutti i centri collinari
sono frequentati come luoghi di vacanza. Pochi sanno, però,
che questa usanza è stata iniziata dai funzionari del
Granducato di Toscana, che si trasferivano a Scansano per sfuggire
il caldo umido dell'estate grossetana. Nella natura, tra colli
e boschi, spiccano le sorgenti termali di Saturnia, a poca distanza
dalle quali sono delle cascate affiancate da vasche e concrezioni.
Meritano una visita i centri storici di Capalbio, Manciano,
Magliano in Toscana, Montemerano, Montiano, Saturnia e Scansano.
Tra le aree archeologiche spiccano la necropoli etrusca del
Puntone, le fortificazioni romane di Poggio Murelle e i resti
degli abitati etruschi di Doganella e Ghiaccioforte. Da Magliano
si raggiungono a piedi le rovine della chiesa romanica di San
Bruzio. I marcati saliscendi e le distanze tra i centri storici
della zona fanno sì che quasi tutti gli itinerari siano
abbastanza impegnativi.
La Valle
dell'Ombrone
Anche se per la geografia la Valle dell'Ombrone
è il cuore della Provincia di Grosseto, le colline sulle
due sponde del fiume sono poco note ai visitatori di questa
parte della Toscana, che le attraversano velocemente sulla superstrada
che collega il capoluogo con Siena e Firenze. Boschi e fiumi,
centri storici e monumenti isolati rendono la valle meritevole
di una visita attenta. Dal punto di vista naturalistico, la
zona più interessante coincide con le Riserve Naturali
del Farma (1301 ettari, già citata nella sezione dedicata
alle Colline Metallifere) e del Basso Merse (1778 ettari), al
confine tra le Provincie di Grosseto e di Siena, che includono
boschi di cerro e roverella e una ricca macchia mediterranea.
La fauna comprende la martora, l'istrice, il cinghiale, il capriolo,
il biancone, il merlo acquaiolo e probabilmente la lontra. Sulle
due rive dell'Ombrone il paesaggio diventa più dolce,
e alterna i campi coltivati ai boschi, agli incolti e ai filari
di cipressi che ricordano la vicina Val d'Orcia. Una fitta macchia
mediterranea riveste le colline di Sticciano, Batignano e Roselle,
affacciate sulla pianura di Grosseto. Tra i numerosi centri
storici meritano una visita Casal di Pari, Pari, Civitella Marittima,
Paganico, Campagnatico, Sasso d'Ombrone, Batignano e Sticciano.
La città etrusca e romana di Roselle è tra le
più importanti della Toscana. Alle Terme di Petriolo
ci si può collegare con i sentieri della Provincia di
Siena, al castello del Belagaio si incontrano quelli del Trekking
Roccastrada, a Cinigiano e Castiglioncello Bandini ci si collega
con i percorsi dell'Amiata.
I Tufi
A oriente di Saturnia e del corso della
Fiora la Maremma cambia volto. Intorno alle case di pietra
lavica, alle mura, ai palazzi e alle chiese di Pitigliano,
Sorano e Sovana, il paesaggio alterna vigne e oliveti ai profondi
valloni incisi nel tufo dalle acque del Lente, del Fologna
e dei loro affluenti. Verso sud, chiude l’orizzonte
la Selva del Lamone, l’intricata foresta di querce e
lecci che ha segnato per secoli il confine tra le terre del
Granduca di Toscana e quelle del Papa, e che vede oggi incontrarsi
le Provincie di Grosseto e Viterbo. A rendere celebre la zona
sono i borghi fortificati di Pitigliano e Sorano e le chiese
romaniche e le necropoli etrusche di Sovana. Per gli escursionisti,
il fascino di questo angolo della Maremma sta nella varietà
dei sentieri, che attraversano dei panoramici altopiani per
poi addentrarsi nelle “vie cave”, i canyon nel
tufo sistemati e utilizzati già al tempo degli Etruschi.
Verso nord, ai piedi dell’Amiata, il paesaggio diventa
più ordinario. Sorprendono il viaggiatore, in questa
zona, il fortilizio di Castell’Ottieri e l’insediamento
rupestre etrusco e medievale (ma utilizzato fino all’Ottocento)
di Monte Vitozzo, simile ai Sassi di Matera. Accanto al corso
della Fiora è la necropoli di Poggio Buco, un centro
che Etruschi e Romani conoscevano con il nome di Statonia.
L'Argentario
e le isole
Tra i promontori della costa toscana, l'Argentario
è il più alto e il più vario. Questa antica
isola calcarea che culmina nei 635 metri del Telegrafo è
oggi saldata alla costa dai "tomboli" sabbiosi della
Giannella e della Feniglia. Compresa tra l'Argentario e la terraferma,
la Laguna di Orbetello è una delle aree umide più
importanti d'Italia. Protetta da una Riserva Regionale (950
ettari) e da un'Oasi WWF (200 ettari), è affiancata da
boschetti e canneti e ospita 250 specie di uccelli tra cui spiccano
il cavaliere d'Italia, il fenicottero, la spatola, il gruccione
e l'aquila anatraia minore. Altrettanto interessante dal punto
di vista faunistico è l'Oasi WWF di Burano (410 ettari),
sulla costa di Capalbio. La Duna Feniglia, rivestita da una
pineta impiantata dal 1911, è protetta da una Riserva
Naturale dello Stato di 474 ettari e ospita daini, scoiattoli,
istrici e varie specie di rapaci. Di grande interesse i centri
storici di Orbetello, Porto Santo Stefano, Porto Ercole e le
aree archeologiche di Ansedonia. A ovest del'Argentario, sono
le Isole di Giannutri e del Giglio in parte comprese nel Parco
Nazionale dell'Arcipelago Toscano. A Giannutri non esistono
sentieri segnati, mentre il Giglio, che culmina nei 498 metri
del Poggio della Pagana offre itinerari di grande interesse.
Sulle scogliere è possibile avvistare uccelli marini
come il gabbiano reale, il marangone dal ciuffo, il cormorano
e la berta minore. Da vedere la villa romana di Giglio Porto,
il borgo e la Rocca di Giglio Castello e la torre di Campese.
Scarlino e Castiglione
della Pescaia
Il promontorio che separa Follonica da Castiglione della Pescaia
è uno dei più interessanti della Toscana. Noto
grazie alle sue spiagge, al porto turistico di Punta Ala e ai
monumenti etruschi di Vetulonia, e alla importante area minerari
di Gavorrano, culmina nei 630 metri del Poggio Ballone e nei
559 del Monte d’Alma, ed è in buona parte rivestito
da macchia mediterranea e querceti. L’interesse naturalistico
della zona è sottolineato dalla presenza delle Riserve
Naturali dello Stato dei Tomboli di Follonica (94 ettari) e
di Scarlino (51 ettari), affacciate sul mare e formate in buona
parte da pinete di rimboschimento, e dell’Area Protetta
di Interesse Locale delle Costiere di Scarlino (752 ettari),
che include le insenature di Cala Martina, Cala Francese e Cala
Violina. Nell’entroterra di Castiglione della Pescaia,
la Riserva Naturale della Diaccia Botrona (1050 ettari) tutela
una delle più importanti aree umide del litorale toscano,
e ospita il fenicottero, il falco pescatore, l’airone
bianco maggiore e l’albanella reale. Al suo interno è
la piccola (100 ettari) Oasi WWF delle Marze. Oltre ai centri
storici Castiglione della Pescaia, Vetulonia e Scarlino, meritano
una visita i borghi di Buriano e di Tirli e i monumenti archeologici
isolati come la villa romana del Puntone e le necropoli etrusche
di San Germano e Poggio Tondo.
Le Colline Metallifere
Le Colline Metallifere sono la parte più selvaggia della
Provincia di Grosseto. Note fin dal tempo degli Etruschi per
la presenza di minerali di ferro, rame, piombo e zinco e di
giacimenti di talco, queste alture sul confine con i territori
di Livorno e di Siena conservano vari insediamenti minerari
utilizzati o in abbandono. Oltre a Massa Marittima, una delle
più belle città medievali della Toscana, meritano
una visita i centri storici di Monterotondo Marittima, di Montieri,
di Roccastrada e delle sue frazioni. Rivestite in basso da fitti
boschi di cerro, roverella e leccio, le Colline vedono in alto
l’apparizione del castagno e del faggio. Oltre alla classica
fauna della Maremma, è segnalata la presenza della lontra
nelle acque del Farma. L’interesse naturalistico è
sottolineato dalla presenza delle Riserve Naturali del Farma
(1316 ettari ), de La Pietra (501 ettari) e di Cornate-Fosini
(900 ettari) tra le Provincie di Grosseto e di Siena, del Parco
di Montioni (6495 ettari) tra le Provincie di Grosseto e di
Livorno. Sono interamente in territorio di Grosseto le Riserve
Naturali dello Stato della Marsiliana (443 ettari), di Poggio
Tre Cancelli (99 ettari) e del Belagaio (157 ettari). A Monterotondo
Marittimo e nel Parco di Montioni i sentieri del versante grossetano
si collegano con quelli livornesi. Da Radicondoli e Gerfalco
ci si può collegare agli itinerari di trekking del Senese.